Insufficienza venosa cronica cerebrospinale: un termine…

Insufficienza venosa cronica cerebrospinale
Insufficienza venosa cronica cerebrospinale

Insufficienza venosa cronica cerebrospinale ( CCSVI o CCVI ) è un termine sviluppato dal ricercatore italiano Paolo Zamboninel 2008 per descrivere il flusso di sangue compromesso nelle vene che drenano il sistema nervoso centrale. Zamboni ha ipotizzato che avesse un ruolo nella causa o nello sviluppo della sclerosi multipla (SM). Zamboni ha anche ideato una procedura che è stata definita dai media come “procedura di liberazione” o “terapia di liberazione”, che coinvolge la venoplastica(o stenting) di alcune vene nel tentativo di migliorare il flusso sanguigno.

All’interno della comunità medica, sia la procedura che la CCSVI sono state accolte con scetticismo. La prima ricerca pubblicata di Zamboni non era né cieca né aveva un gruppo di confronto. Zamboni inoltre non ha rivelato i suoi legami finanziari con Esaote, il produttore degli ultrasuoni specificamente utilizzato nella diagnosi CCSVI. La “procedura di liberazione” è stata criticata per il possibile risultato di gravi complicazioni e morti mentre i suoi benefici non sono stati dimostrati. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti afferma che non è chiaro se la CCSVI esista come entità clinica e che questi trattamenti possano causare più danni. Nel 2017 hanno sottolineato che questo uso dell’angioplastica a palloncino non è un uso approvato.

La ricerca sulla CCSVI è stata condotta in modo rapido, ma i ricercatori non sono stati in grado di confermare se la CCSVI abbia un ruolo nel causare la SM. Ciò ha sollevato serie obiezioni sull’ipotesi della CCSVI originata dalla sclerosi multipla. Sono in corso ulteriori ricerche che indagano sull’ipotesi CCSVI. Uno studio del 2013 ha rilevato che la CCSVI è altrettanto rara nelle persone con e senza SM, mentre il restringimento delle vene cervicali è altrettanto comune.


I contenuti in questa pagina hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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